IRAN: La piazza non arretra
IRAN: La piazza non arretra
Le piazze dell’Iran sono tornate a riempirsi, nonostante la repressione, nonostante gli arresti di massa e nonostante un numero altissimo e crescente di morti che segnano queste proteste con il sangue. Studenti, lavoratori, donne sfidano apertamente il potere, consapevoli dei rischi. È una mobilitazione che non arretra, che si rigenera e che continua a incrinare l’immagine di controllo totale del regime. Nelle piazze si levano slogan che colpiscono le fondamenta del regime, chiedendo la fine della dittatura religiosa, mentre continua a risuonare il grido: Donna Vita Libertà.
La crisi è ormai strutturale, il regime risponde uccidendo innocenti, parlando di complotti e interferenze straniere.Le tensioni geopolitiche si intrecciano così con la crisi interna, rafforzando la linea securitaria, la stretta repressiva e alimentando una narrativa di accerchiamento che cerca di giustificare la repressione.
Eppure, mentre la società si muove, l’opposizione resta divisa. All’interno agiscono reti femministe, movimenti studenteschi, sindacati indipendenti e organizzazioni legate alle minoranze etniche, in particolare curde e baluche; all’estero la diaspora è frammentata tra monarchici che fanno riferimento a Reza Pahlavi, il movimento dei Mujaheddin-e Khalq (MEK), gruppi repubblicani e forze della sinistra storica.
La sfida politica decisiva è questa: trasformare la forza delle piazze — pagata a caro prezzo — in un progetto condiviso di transizione capace di andare oltre la sola caduta del regime.
Ne parleremo con Parisa Nazari, interprete, mediatrice culturale e attivista, con Shiva Boroumand, attivista del movimento Donna, vita, libertà. Entrambe in prima linea a sostenere il coraggio e la resilienza delle donne iraniane.