A che punto è la notte? La crisi del lavoro educativo extrascoalstico.

All’interno del più ampio contesto della crisi dei lavori di cura, il settore dell’educazione extrascolastica emerge come un ambito in cui le criticità e le difficoltà si manifestano con particolare evidenza. Sempre più educatori ed educatrici scelgono di abbandonare questa professione, fenomeno che riflette un malessere profondo e strutturale. Le ragioni alla base di questa tendenza sono molteplici, ma tra le principali si possono individuare il limitato riconoscimento sociale ed economico del ruolo educativo e una progressiva perdita di senso attribuito a tale lavoro. Tali elementi contribuiscono a creare un ambiente professionale precario e insoddisfacente, caratterizzato da crescenti contraddizioni e da una marcata erosione della dignità lavorativa. Il lavoro educativo non può essere ridotto a una linearità semplice, a metodi, obiettivi e approcci rassicuranti, né a esperienze prive di contraddizioni. Al contrario, è caratterizzato da “zone d’ombra” che lo attraversano in modo costitutivo, rendendolo profondamente complesso (Rizzo, Romeo, & Tramma, 2024) . Tali zone d’ombra emergono in alcuni ambiti specifici, come il complesso intreccio e la difficile convivenza tra le norme sociali e quelle proprie del servizio, degli operatori e operatrici e dei/lle destinatari/e; il tema degli ultimi, intesi sia come soggetti coinvolti, o meno, dall’azione dei servizi, sia come categoria interpretativa che include ed esclude; la soggettività di chi svolge il lavoro educativo, con il suo costante oscillare tra l’essere vista come una risorsa o un ostacolo. Il fenomeno del turnover rappresenta un indicatore tangibile di un disagio diffuso, le cui ripercussioni si estendono all’intero sistema che dipende dal lavoro degli educatori e delle educatrici, dalle persone beneficiarie dei servizi educativi alle loro famiglie, fino alla collettività nel suo complesso. Nel corso del presente seminario, ci proponiamo in primo luogo di analizzare le cause profonde di questa crisi e di delineare possibili orientamenti per invertire tale tendenza. La riflessione sarà arricchita dai contributi di coloro che, nonostante le numerose difficoltà, stanno tentando di ricostruire legami e connessioni tra lavoratori e lavoratrici, con le persone beneficiarie dei servizi, tra il mondo della ricerca e dell’operatività sul campo. In particolare, l’obiettivo è quello di restituire dignità a un impegno professionale che riveste un ruolo cruciale per il mantenimento della coesione sociale e democratica delle nostre società. Inoltre il seminario mira ad essere un’occasione di confronto e dialogo, in cui ascoltare testimonianze, raccogliere idee e promuovere una riflessione collettiva. Tale riflessione rappresenterà il punto di partenza per avviare un movimento trasversale volto a riconoscere una giusta dignità lavorativa e a ri-costruire un senso condiviso del valore e della cultura educativa, a beneficio non solo dei /le professionisti /e del settore, ma dell’intera comunità. Il seminario si propone, infine, di approfondire la riflessione sui profili professionali di educatori e educatrici e delle figure esperte nella progettazione educativa in ambito sociale, anche alla luce delle recenti trasformazioni politico-amministrative che interessano queste figure, formate all’interno del nostro Dipartimento. L’invito è esteso a tutte le persone che operano nel campo dell’educazione, ai ricercatori e alle ricercatrici delle scienze sociali e dell’educazione, nonché alle studentesse e agli studenti interessati a queste tematiche. La condivisione di prospettive diverse sarà fondamentale per elaborare una visione comune sulle prospettive future del lavoro educativo extrascolastico.